La realtà triestina Biovalley Investments Partner SpA, attiva nel comparto farmaceutico e nell’innovazione tecnologica sanitaria, chiude il 2024 mantenendo il giro d’affari consolidato attorno ai 10 milioni di euro, registrando però un balzo significativo negli indici economici chiave. L’EBITDA segna un’impennata del 30%, passando da 1,3 a 1,7 milioni, mentre l’utile netto di 46mila euro marca il ritorno alla redditività dopo l’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta si rafforza con un saldo positivo di 836mila euro grazie a un’amministrazione oculata della liquidità, e nel primo semestre 2025 la società completa una ricapitalizzazione da 760mila euro su una valutazione pre-money di 16,8 milioni determinata da BDO Advisory Services, testimoniando la fiducia del mercato nelle prospettive di espansione. Francesco Menegoni, amministratore delegato affiancato dal presidente Diego Bravar (fondatore di TBS Group, oggi Althea), sottolinea come questi risultati confermino la capacità del Gruppo di progredire in efficienza anche in uno scenario macroeconomico complesso, consolidando la credibilità del piano industriale a medio raggio. La società annuncia ora una svolta strategica orientata verso deep tech e robotica sanitaria, rafforzando il posizionamento del Gruppo e il ruolo del Friuli Venezia Giulia quale polo di innovazione nelle tecnologie digitali biomediche.
Il 2025 ha visto la dismissione della controllata Logic Srl, acquisita da Sinconis Srl del gruppo Poligon SpA, operazione che ha generato una plusvalenza rispetto al prezzo di acquisizione del 2019 e liberato capitali da reindirizzare verso i progetti core: informatica medica con intelligenza artificiale e il robot ChemoMaker per la preparazione automatizzata di chemioterapici. Bravar illustra la nuova direzione del Gruppo: rafforzare l’impegno nel deep tech integrando ricerca avanzata, infrastrutture tecnologiche e partnership globali per guidare la transizione verso la salute 4.0. ChemoMaker rappresenta il fiore all’occhiello di questa strategia: piattaforma robotica brevettata e pionieristica nel continente europeo, rivoluziona la preparazione di farmaci oncologici personalizzati. La preparazione manuale costituisce un’attività critica per le farmacie ospedaliere a causa del rischio di errori di dosaggio, della pericolosità per gli operatori esposti a materiali citotossici e degli elevati costi derivanti da sprechi. I robot di prima generazione però occupano 4 metri quadrati, pesano 1,5 tonnellate, richiedono modifiche strutturali alle farmacie e comportano investimenti consistenti anche per i consumi energetici, risultando accessibili solo a poche realtà. ChemoMaker invece occupa lo spazio di un computer, elimina la necessità di aree dedicate o allestimenti, supera le criticità della preparazione manuale garantendo dosaggi più accurati, aumenta la sicurezza dei pazienti, riduce il rischio di contaminazione del personale, velocizza le procedure e ottimizza l’impiego dei medicinali riducendo sprechi e costi per le strutture, con verifica automatica dell’intero ciclo che migliora la precisione della formulazione. Il dispositivo concentra le prestazioni di un robot da 1,5 tonnellate in 30 chilogrammi, operando sotto cappa dove si effettuano abitualmente le preparazioni manuali, con velocità, affidabilità e precisione robotiche ma consumo energetico paragonabile a un tostapane. Il sistema integra bilance ad alta precisione per verificare il dosaggio, sistema di riconoscimento e controllo del materiale in ingresso per garantire tracciabilità completa mediante etichettatura barcode, ed è collegato con la cartella oncologica informatizzata per la ricezione automatica delle prescrizioni individuali. Con una roadmap di espansione in 7 Paesi UE entro il 2026, sono già 23 i robot installati, di cui 4 in ospedali pubblici italiani a Cremona, Palermo, Catania e al CRO di Aviano, dove è in corso la sperimentazione delle nuove cartucce sensorizzate smart per il trasferimento sicuro del farmaco e il tracciamento digitale delle preparazioni.
Dal 2021 il Gruppo include BIC Incubatori FVG, primo incubatore d’impresa italiano attivo dal 1989 nel supporto all’innovazione in Friuli Venezia Giulia, che nel 2025 ha inaugurato un data center destinato a startup, PMI e centri di ricerca: infrastruttura informatica avanzata capace di erogare servizi altamente qualificati alle realtà interessate ad accelerare l’innovazione con AI. Attraverso questo data center, BIC si configura come Digital Innovation Hub e, tramite la PMI innovativa Trieste Valley (maggioranza acquisita nel 2021) dotata di infrastruttura di High Performance Computing ospitata nel data center BIC, e grazie alla collaborazione con le società del Gruppo CB Sistemi e Multimedia, offre servizi “lab-to-market” per accelerare industrializzazione e commercializzazione di progetti deep tech con focus particolare su intelligenza artificiale applicata alla salute. Menegoni chiarisce che per startup e PMI accedere a un sistema di calcolo ad alte prestazioni capace di elaborare enormi quantità di dati in tempi rapidissimi significa comprimere anni di ricerca in pochi mesi. Bravar e Menegoni convergono nel sottolineare che i risultati 2024 e le recenti operazioni testimoniano la capacità di coniugare solidità finanziaria e visione strategica: l’acquisizione di Logic da parte di Sinconis permette di concentrare ulteriori risorse su settori dove generare impatto sociale e valore sostenibile, con l’obiettivo di accelerare l’innovazione deep tech nel settore digitale e migliorare l’accesso a terapie salvavita per pazienti, in particolare quelli affetti da malattie rare attraverso la distribuzione di farmaci orfani in Italia. Biovalley Investments Partner SpA è controllata di Biovalley Group, holding industriale fondata da Bravar nel 2014, specializzata in ricerca, commercializzazione e vendita di farmaci orfani e in investimenti in società innovative operanti nei mercati delle tecnologie avanzate per la salute, integrando competenze farmaceutiche, tecnologiche e finanziarie per innovare nel life sciences, partecipando attivamente a progetti di ricerca biomedica finalizzati allo sviluppo di tecnologie innovative e investendo in imprese di diverse dimensioni nei settori biomedicale, biotecnologie e bioinformatica, con l’ambizione di accelerare lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale innovativo nell’ambiente scientifico fertile di Trieste ed esportare il modello “Trieste Innovation Hub” verso territori limitrofi come Alpe Adria e Balcani occidentali.
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