Arte

Il mondo dell’arte e della cultura tra pandemia e aste ibride

Il settore dell’arte e della cultura negli ultimi mesi è stato colpito e frenato dal Covid19 che ha causato anche una notevole diminuzione negli acquisti. 

Grazie all’indagine svolta da Deloitte Private abbiamo una panoramica generale della situazione attuale. Il 5 novembre è stata presentata la prima edizione di “Lo stato dell’Arte. Una fotografia del settore Art & Finance ai tempi del Covid-19”, attraverso questo sondaggio effettuato nei mesi di settembre e ottobre sono stati intervistati più di 1.000 stakeholder tra cui appassionati d’arte, collezionisti e artisti e l’obiettivo è stato comprendere e conoscere le trasformazioni avvenute nel mondo artistico e culturale. Negli ultimi mesi sono entrate in gioco l’efficacia nell’acquistare in modo virtuale, le capacità delle diverse piattaforme di soddisfare le richieste dei collezionisti e investitori e anche le previsioni per quanto riguarda il futuro di questo settore.  

Il 71% degli intervistati ritiene che il Covid19 abbia avuto un notevole impatto sul modo di beneficiare dell’arte. Mentre il 10% afferma che la propria vita culturale non sia stata influenzata dalla pandemia. In questo periodo di crisi sono nate le aste metà online e metà in streaming, le cosiddette “aste ibride” per l’impossibilità di una partecipazione reale da parte degli interessati. Il 28% ha ritenuto i metodi adottati per la sostituzione dell’arte dal vivo con alternative online, adeguati e utili, il 31% invece li ha valutati poco efficienti.  

Nei primi sei mesi del 2020 le aste hanno avuto un calo dei fatturati del 60%, le vendite nelle gallerie d’arte hanno invece riportato un calo del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Però la nota positiva è l’81% che riconferma e ribadisce l’interesse verso il settore artistico e culturale.   

Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, ha commentato la situazione attuale: “Anche il mondo dell’arte, della cultura e dei beni da collezione ha subito gli effetti negativi della crisi. In questo contesto i dati quantitativi relativi al mercato dell’arte sono insufficienti per guardare allo sviluppo e al futuro del settore. La ridotta o assente possibilità di fruire l’arte dal vivo resta l’elemento più critico”. 

La casa d’aste Sotheby’s è una tra le poche ad essere riuscita a superare la crisi, grazie soprattutto alle modalità online e alla presenza digitale creata negli anni, ha fatturato ben 2,5 miliardi di dollari nel primo semestre del 2020. 

Secondo Barbara Tagliaferri, Art & Finance Coordinator for Deloitte Italy, questo settore dovrebbe puntare sul futuro per una ripartenza basata sull’innovazione digitale, su nuove figure professionali, su nuovi strumenti normativi e su una collaborazione più stretta tra piccole e medie realtà. 

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