Energia

Agostino Scornajenchi: Snam lancia Polaris, il valore del progetto

Le sfide, presenti e future, che attendono il comparto energetico devono essere affrontate adottando un approccio pragmatico, a partire da dati oggettivi ed evidenze concrete, superando contrapposizioni ideologiche. È questa la visione espressa da Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, nel corso di diversi convegni ed eventi dedicati al futuro dell’energia: un’impostazione che oggi trova una traduzione concreta anche in Polaris, il nuovo osservatorio sviluppato da Snam per monitorare e analizzare l’evoluzione del sistema energetico italiano attraverso dati aggiornati e indicatori chiave.

Il progetto rappresenta uno strumento di monitoraggio permanente delle principali dinamiche del comparto energetico nazionale e si inserisce in una strategia che punta a fornire una lettura sistemica dell’evoluzione del mercato e del ruolo che il gas e le relative infrastrutture svolgono nel garantire resilienza, flessibilità e continuità dell’approvvigionamento del sistema energetico nazionale.

Un osservatorio per comprendere l’evoluzione del mercato energetico

Polaris nasce con l’obiettivo di offrire uno strumento di analisi agile ma rigoroso per accompagnare il dibattito pubblico con informazioni aggiornate e facilmente consultabili. Il report viene pubblicato su base mensile, il 25 di ogni mese, con i dati relativi al mese precedente: sarà inoltre arricchito quattro volte l’anno (a gennaio, aprile, luglio e ottobre) con un approfondimento dettagliato su una dinamica particolarmente significativa per il periodo.

Ogni numero di Polaris presenta i principali indicatori del sistema gas italiano: la domanda complessiva e per settore, il peso del gas nel mix della generazione elettrica, le percentuali di importazione per punto di entrata e il contributo degli stoccaggi.

Polaris fotografa il sistema energetico italiano

Il primo report di Polaris analizza i dati relativi al secondo trimestre dell’anno, periodo in cui la domanda di energia primaria del Paese diminuisce fisiologicamente per la conclusione della stagione in cui è rilevante l’uso del riscaldamento. Nonostante il calo dei consumi, il report evidenzia come le fonti fossili continuino a rappresentare l’asse portante del mix energetico italiano, coprendo il 71% del fabbisogno nazionale. Parallelamente, le fonti rinnovabili consolidano il proprio contributo, attestandosi al 23% del mix grazie soprattutto alla crescita della produzione da impianti solari ed eolici.

In questo quadro, i dati dell’osservatorio confermano il ruolo centrale del gas naturale, che soddisfa il 30% della domanda di energia primaria e si conferma un elemento strategico per assicurare flessibilità, sicurezza degli approvvigionamenti e stabilità del sistema energetico, favorendo al tempo stesso l’integrazione con la crescente produzione da fonti rinnovabili.

L’analisi di Polaris sul secondo trimestre conferma quanto sottolineato dal CEO Agostino Scornajenchi anche recentemente nell’ambito dell’evento “La Ripartenza: liberi di pensare”, a Maratea. Intervenendo a una tavola rotonda dedicata alle reti e alle infrastrutture energetiche, il CEO di Snam ha ribadito l’importanza di un approccio pragmatico nell’affrontare il dibattito sull’energia, basato sull’analisi dei dati e di evidenze concrete per una lettura sistemica dello scenario attuale. La crescita della domanda globale di energia, ha spiegato Scornajenchi, rende ormai indispensabile superare la contrapposizione tra le diverse fonti, valorizzandone invece la complementarità all’interno di un sistema energetico integrato.

La decarbonizzazione non può passare dalla semplice sostituzione di una fonte con un’altra secondo il CEO di Snam, ma dalla capacità di integrare tutte le tecnologie disponibili per costruire un sistema sempre più sicuro, competitivo e sostenibile. In questo modello, il gas e le relative infrastrutture continuano a svolgere un ruolo strategico, garantendo flessibilità, resilienza e continuità degli approvvigionamenti accanto alla crescente diffusione delle energie rinnovabili. È proprio in questa prospettiva che nasce Polaris: affrontare l’integrazione energetica con pragmatismo, basando le scelte su analisi concrete e, appunto, sulla complementarità tra le diverse tecnologie, anziché su contrapposizioni ideologiche.

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