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Just Eat: nuovi contratti di lavoro per i rider

Oggi, il food delivery, ovvero le consegne di cibo a domicilio, è presente in molte città italiane. Capita spesso di incontrare, anche a tarda sera, giovani ragazzi che con bici, scooter o monopattini elettrici, percorrono diversi chilometri per consegnare i pasti ai vari clienti. 

Uno dei leader del food delivery è sicuramente l’azienda danese Just Eat che oggi offre il servizio in 23 città italiane. Lo scorso anno i rider, cioè i fattorini che effettuano le consegne, hanno protestato contro l’accordo firmato a settembre tra AssoDelivery e il sindacato UGL che li identificava come lavoratori autonomi e non subordinati. In effetti, attualmente i rider sono considerati lavoratori indipendenti, pagati in base al numero delle consegne effettuate e alla distanza percorsa per ogni ordine, e quindi totalmente privi di qualsiasi tutela.  

Ma ecco la rivoluzione nel mondo Just Eat, secondo le ultime notizie, quest’anno i diversi fattorini sparsi per l’Italia potranno essere assunti con contratti di lavoro dipendente.    

Le prime assunzioni inizieranno il prossimo marzo in Lombardia, a Monza, attraverso il modello Scoober, già presente in 12 Paesi, che prevede l’assunzione come lavoratori subordinati garantendo così ai rider le giuste tutele. L’indennità per il lavoro notturno e per i festivi, la maternità/paternità, le ferie, le malattie, il compenso orario, le coperture assicurative, la formazione, le tutele previdenziali e i dispositivi di sicurezza gratuiti (come casco, zaino e indumenti ad alta visibilità) sono gli elementi per cui si sono battuti i fattorini che oggi finalmente possono gioire per quest’importante conquista.  

I contratti di lavoro potranno essere full time, part-time o a chiamata, il compenso orario dovrebbe essere di circa 9 euro all’ora, ma come ha specificato l’azienda, la paga base sarà di 7,5 euro lordi ai quali si potranno aggiungere i bonus relativi al numero di consegne, l’indennità legata all’uso del proprio mezzo di trasporto e l’assicurazione. Secondo le fonti, si parla di circa 3 mila assunzioni con contratti da lavoratori dipendenti.  

Contemporaneamente, in alcune delle città in cui è attivo il servizio, tra cui Milano, Torino, Napoli, Bologna e Roma verranno aperti i primi hub. I centri logistici Just Eat permetteranno ai rider di trovare e utilizzare i mezzi sostenibili messi a disposizione da Just Eat come bici e scooter elettrici per effettuare le consegne di cibo a domicilio.  

“L’introduzione di un modello di lavoro dipendente per i rider rappresenta per noi una scelta etica e di responsabilità, in linea con la strategia che il Gruppo porta avanti con successo già in altri paesi europei. Si tratta di un grande investimento, economico e sulle persone, che ci permetterà di operare con rider tutelati dal punto di vista contrattuale e anche di supportare ulteriormente lo sviluppo del servizio in Italia, offrendo un’esperienza di food delivery sempre più completa ed efficiente per i consumatori e i nostri ristoranti”, ha dichiarato Daniele Contini, Country manager di Just Eat in Italia. 

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