Per 50 anni è stata una ferita aperta nel paesaggio della Valle Olona. Un’area dismessa, off limits, segnata da rischi ambientali che ne impedivano qualsiasi riutilizzo. Oggi, al posto dell’ex Cartiera Vita Mayer-Vima, tra i Comuni di Cairate e Lonate Ceppino, si produce idrogeno verde. È stata inaugurata H2Olona Hydrogen Valley, la prima struttura del genere in Lombardia aperta al libero mercato, a un anno dall’avvio dei cantieri.
L’investimento complessivo ammonta a 23 milioni di euro, di cui 11,5 finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica attraverso il PNRR, nella misura dedicata alla produzione di idrogeno nelle aree industriali dismesse. L’intervento si sviluppa su un perimetro di oltre 550mila metri quadrati. Il cuore dell’impianto è un elettrolizzatore da 2 megawatt, che scinde l’acqua per ottenere idrogeno. A fornire l’energia è esclusivamente un parco fotovoltaico da 4,5 megawatt, il che qualifica l’idrogeno prodotto come “verde”. In questa prima fase la produzione si attesta intorno alle 107 tonnellate l’anno. Il piano prevede di arrivare a 220 tonnellate entro il 2028 e a 500 entro il 2030. Le destinazioni indicate sono la decarbonizzazione dei processi industriali e i servizi di mobilità, con l’ambizione di gettare le basi di una filiera lombarda dell’idrogeno.
Il progetto è stato promosso da Expand Srl, società specializzata nella rigenerazione di grandi aree dismesse. L’Amministratore Delegato Maurizio Ragusa ha parlato di una scommessa “coraggiosa” sul piano imprenditoriale, vinta grazie alla determinazione e all’impegno delle istituzioni. Il metodo, ha spiegato, tiene insieme pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro, ed è per questo replicabile altrove. Ragusa guarda anche al quadro nazionale: l’Italia punta a 3 gigawatt di idrogeno verde nel 2030, con una crescita media annua del 34%. Un solo impianto, però, non fa una filiera. Secondo l’Amministratore Delegato, la transizione riuscirà soltanto se produttori, distributori e consumatori faranno “sistema” per diffondere più rapidamente l’uso dell’idrogeno verde nell’industria italiana. Il manager vede nel progetto anche un valore per la comunità: un motivo di orgoglio per un territorio che ha convissuto a lungo con un’area inutilizzabile e insicura.
H2Olona non sarà però solo un sito produttivo. L’obiettivo è farne un laboratorio che integri energie rinnovabili, accumulo energetico, infrastrutture digitali ed economia circolare, capace di attrarre nuove imprese e di offrire un modello per altre aree dismesse del Paese.
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