Dal mondo

In Spagna ci sarà una “Netflix tax”

Da quando Netflix è arrivato in Europa ha sbaragliato la concorrenza. Poi sono arrivati Amazon Prime, HBO, Disney+ e altre piattaforme streaming, che hanno messo gli operatori della televisione tradizionale in panchina. Le emittenti televisive denunciano da tempo che si tratta di una concorrenza sleale perché i nuovi fornitori digitali non sono soggetti alle stesse norme, o meglio tasse, che i primi invece sono costretti a rispettare.

Le stazioni televisive come Mediaset e Atresmedia devono infatti versare il 5% dei propri guadagni per finanziare il cinema europeo e il 3% dei proventi lordi per finanziare la RTVE (la Corporación de Radio y Televisión Española). Le piattaforme che forniscono servizi audiovisivi online invece non pagano niente. Inoltre, dichiarano solo una percentuale dei propri guadagni nel paese, spostando il fatturato in altri paesi con un sistema fiscale più vantaggioso, come l’Olanda. 

Il Ministero dell’Economia ha quindi deciso di pareggiare i conti tra gli operatori tradizionali e gli operatori che sfruttano le nuove tecnologie, attuando la direttiva 2018/1808 del Parlamento Europeo del 14 novembre 2018 che modifica la normativa precedente (2010/13/UE) sulla regolamentazione relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi. L’obiettivo è quello di “adeguare e modernizzare il quadro normativo europeo vigente sui servizi audiovisivi, cercando di creare una normativa del settore audiovisivo che si adatti all’era digitale”. 

Stando a quanto presentato nel progetto di legge sulla comunicazione audiovisiva, il governo spagnolo introdurrà una tassa del 5% sulle piattaforme streaming per finanziare opere audiovisive europee e contribuire al Fondo per la protezione cinematografica. Il 70% dell’importo sarà destinato a opere audiovisive di produttori indipendenti e almeno il 40% dovrà essere utilizzato per film indipendenti realizzati in una delle lingue ufficiali della Spagna.

La legge interesserà le aziende con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro l’anno e coinvolgerà tutti i soggetti che forniscono servizi in Spagna anche se non sono presenti fisicamente nel paese. Le aziende con un fatturato inferiore ai 50 milioni potranno comunque impiegare la tassa per acquisire i diritti sulle produzioni europee finite. Le imprese che fatturano sotto i 10 milioni saranno invece esentate da quest’onere e non dovranno quindi pagare alcuna tassa.

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