Susan Carol Holland: la missione di inclusione sociale di Fondazione Amplifon

Susan Carol Holland

L’impegno di Susan Carol Holland è strettamente connesso all’attività di Fondazione Amplifon. Fondata nel 2020 in occasione del 70esimo anniversario del Gruppo Amplifon, l’ente filantropico ha fatto della promozione dell’inclusione sociale attraverso l’udito la sua missione principale.

La storia di Amplifon ha radici profonde, che risalgono all’ingegnere Algernon Charles Holland. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Holland fu inviato in Italia come ufficiale di collegamento tra le forze alleate e i partigiani nelle montagne parmensi. Durante il suo servizio in Italia, Algernon Charles Holland si innamorò del nostro Paese e, una volta terminata la guerra, tornò a Milano, portando con sé non solo amore per l’Italia, ma anche la sua visione imprenditoriale.

Oggi, sotto la guida del CEO Enrico Vita e della Presidente Susan Carol Holland, Amplifon è diventata il leader mondiale nell’ambito dell’hearing care. Con quasi 20.000 dipendenti distribuiti in oltre 25 Paesi e un fatturato di oltre 2,1 miliardi di euro nel 2022, il Gruppo è in prima linea nell’aiutare le persone a migliorare la loro salute uditiva. In qualità di Presidente di Fondazione Amplifon, Susan Carol Holland svolge un ruolo cruciale nella missione dell’ente, promuovendo l’inclusione sociale attraverso la correzione dell’udito. La pandemia di Covid-19 ha portato sfide inaspettate, ma la Fondazione ha adattato la sua missione per affrontarle nel migliore dei modi. Inizialmente, si è concentrata sulla ristrutturazione del padiglione otorinolaringoiatrico dell’Ospedale Pediatrico Buzzi di Milano, fornendo supporto immediato con respiratori e mascherine e pianificando interventi a lungo termine. Successivamente, ha anche esteso il suo impegno agli anziani nelle case di riposo, una fascia della popolazione particolarmente vulnerabile sia dal punto di vista sanitario sia sociale durante la pandemia. Ha finanziato l’installazione di sistemi di video connessione avanzata in dieci residenze per anziani a Milano, consentendo loro di mantenere un legame stretto con i loro cari nonostante le misure di distanziamento sociale. Tali sistemi hanno continuato a essere preziosi durante la graduale riapertura delle case di riposo, facilitando attività di volontariato e visite mediche a distanza.

La Fondazione Amplifon ha anche investito in sistemi di video connessione e maxischermi per la telepresenza, aprendo nuove opportunità di interazione e intrattenimento per gli anziani. Concerti, lezioni di yoga, performance teatrali, giochi online, viaggi digitali e arteterapia sono solo alcune delle attività offerte per migliorare la qualità della vita degli anziani. “Gli anziani non sono teneri e irresistibili come i bambini – ha sottolineato Maria Cristina Ferradini, Consigliere Delegato dell’ente filantropico – Sono persone che ci richiamano alla finitudine della nostra stessa esistenza. Ma hanno qualcosa che ci risuona dentro, che scalda il cuore: una voglia di vivere straordinariamente potente”. Da qui la nascita di iniziative come “Inside Out”, che celebra gli anziani attraverso l’arte, e “Let’s Dream”, che si impegna a realizzare i sogni degli anziani.

Questo modello di cura e sensibilità verso gli anziani ha radici solide in Italia, ma Susan Carol Holland e Fondazione Amplifon mirano a esportare questa cultura in tutto il mondo. Collaborando con le fondazioni in Spagna e negli Stati Uniti, Amplifon cerca di diffondere il suo impegno per l’inclusione sociale degli anziani ben oltre i confini nazionali, ispirando altri Paesi a seguire questo esempio.

Per maggiori informazioni:
https://www.avvenire.it/economiacivile/pagine/inclusione-socialevideoconnessioni-concerti-e-sog

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