Italgas: la società guidata da Paolo Gallo realizza un hub di ricerca sul biometano a Torino

Paolo Gallo

L’area dell’ex Gasometro di Corso Regina Margherita sarà presto trasformata in un hub per la ricerca e lo sviluppo di reti per il biometano, l’idrogeno e le miscele di gas. L’intervento, come ha spiegato l’AD di Italgas Paolo Gallo, nasce “con l’idea di costruire un centro di ricerche dedicato ai nuovi materiai, alle nuove tecnologie e ai nuovi processi”. Per realizzarlo, la storica azienda torinese ha investito circa 20 milioni di euro.

Sebbene il prezzo del gas sia rientrato in soglie quantomeno sostenibili, dopo l’impennata della scorsa estate, la crisi del gas ha spinto tutti gli operatori a puntare su altre fonti energetiche. L’Amministratore Delegato ha affermato che per il momento c’è “gas in abbondanza anche per il prossimo inverno”, ma questo non basta a frenare i piani sulle altre fonti di energia. Il piano industriale di Italgas, ad esempio, si incentra su tre punti fondamentali: la digitalizzazione delle reti, l’efficienza energetica e la flessibilità delle reti. “Abbiamo capacità tecnologica che ci deriva dall’esperienza nel gas per poter trasportare in futuro idrogeno e biometano prodotto dagli scarti agricoli. Per riuscirci le reti devono essere flessibili, in grado di ospitare miscele di gas diversi”, ha spiegato Paolo Gallo. Ed il nuovo centro di ricerca di Torino avrà un ruolo centrale nello studio di queste tecnologie avanzate.

L’azienda, attiva dal 1837 e specializzata nella fornitura di gas, di recente ha allargato i propri orizzonti anche sulle reti idriche, nelle quali intende investire e porre un freno all’ingente perdita di risorse da cui sono purtroppo interessate (in alcune regioni supera addirittura il 50%). Nello specifico, Italgas ha avviato una trattativa con il Gruppo Veolia Environment per acquisire le partecipazioni detenute dal Gruppo in alcune società operanti nel Lazio, in Campania e in Sicilia. “Dovremmo arrivare a formulare un’offerta vincolante verso la metà di maggio. Se sarà accettata dovremmo andare velocemente al closing”, ha affermato Paolo Gallo.

E poi c’è il tema della transizione energetica, che l’AD ritiene sia necessario ridimensionare all’interno di un discorso ben più ampio. “Non si può mettere la transizione energetica come unico punto di riferimento. È sicuramente un obiettivo da perseguire, ma ci sono anche la sicurezza degli approvvigionamenti e il costo dell’energia”, ha infatti commentato.

Intanto, Italgas porta a casa un altro anno di risultati positivi e di crescita in tutti gli ambiti e anche di scelte vincenti che hanno permesso di far giocare alla società un ruolo di primo piano nel processo di transizione ecologica.

 

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