Fondo Monetario Internazionale: tassa di solidarietà per attenuare le diseguaglianze

Il Fondo Monetario Internazionale (organizzazione internazionale pubblica a carattere universale, di cui oggi fanno parte ben 190 paesi) propone un’idea che avrebbe l’obiettivo di supportare la crisi economica causata dal Covid, ossia una tassa di solidarietà per finanziare le spese. L’FMI, nel suo Fiscal Monitor, chiede alle autorità politiche di “considerare un contributo temporaneo per la ripresa dalla pandemia imposto su redditi alti o grandi patrimoni”. L’imposta comporterebbe una riforma della tassazione domestica e internazionale, soprattutto quando inizierà a verificarsi una concreta ripresa economica. Tale misura sarebbe soltanto temporanea e dovrebbe gravare sui redditi più alti o sui grandi patrimoni, ma nulla è ancora certo.

Non c’è dubbio, infatti, che in questi mesi la pandemia abbia scavato un solco molto profondo nell’economia mondiale. La Banca mondiale stima che la pandemia da Covid-19 ha causato una delle peggiori recessioni economiche dal 1870, generando un drammatico aumento dei livelli di povertà. Pertanto, i governi dei vari paesi sono stati costretti ad approvare ingenti misure di sostegno al reddito di famiglie e imprese, senza riuscire però a rimediare all’aumento della disoccupazione e alle contrazioni dei mercati.

La perdita cumulata per l’economia mondiale, considerando le previsioni di crescita se non ci fosse stata la pandemia, ammonta a 11mila miliardi di dollari nel biennio 2020-21 e raggiungerà 28mila miliardi nel periodo 2020-25.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, quasi 90 milioni di persone rischierebbero di scendere sotto la soglia di deprivazione estrema quest’anno, rendendo vani i tentativi fatti in questi ultimi anni per ridurre le disuguaglianze e la povertà.

Intanto, i bassi tassi di interesse stanno permettendo di tenere i conti pubblici sotto controllo. Tuttavia, il debito pubblico mondiale è salito a un livello record del 97% del Pil nel 2020, e si stima che il dato continui ad aumentare fino a raggiungere il 99% del Pil a fine 2021. Inoltre, mentre nel 2019 il commercio internazionale era cresciuto dell’1,1%, vari istituti internazionali prevedono una riduzione per il 2020 di circa 11 punti percentuali.

Il Direttore degli Affari Fiscali dell’FMI, Vitor Gaspar, sostiene che il migliore investimento, al momento, è quello sui vaccini. Bisognerebbe quindi accelerare la campagna affinché vi siano sostanziali benefici sanitari, sociali, economici e finanziari, uscendo così dalla crisi economica.

Si tenta di ridurre le diseguaglianze, il divario ancora più profondo tra alcune imprese che hanno accumulato utili enormi e i giovani, le donne e i lavoratori meno qualificati, che hanno perso il lavoro, vi hanno dovuto rinunciare o hanno lavorato molto di meno a causa delle diverse chiusure.

L’Istituto di Washington dichiara che se si riuscirà a tenere sotto controllo la pandemia con le vaccinazioni, si verificherebbe un rafforzamento della crescita economica, con più di 1.000 miliardi di dollari di entrate aggiuntive alle economie avanzate da qui al 2025.

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