Quale sarà il futuro dei trasporti aerei post-covid? I 3 scenari della BCG

A poco più di un anno dall’inizio dell’incubo della pandemia, il Boston Consulting Group, la multinazionale americana che si occupa di consulenza strategica, nel suo ultimo report ha fatto una previsione sul futuro del trasporto aereo, uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Secondo il Bcg i possibili scenari per la ripresa del comparto sono tre.

La premessa più importante è che tutto dipende dalle campagne vaccinali e dalla velocità con cui i vari paesi vaccineranno la propria popolazione. Nella migliore delle ipotesi, quella che ovviamente si augura il settore aereo, e quello dei trasporti in genere, si tornerà alla normalità non prima del 2023. Per far sì che questo avvenga, la situazione sanitaria dovrebbe regolarizzarsi entro l’estate del 2021. Questo significa che prima di allora gran parte della popolazione dovrebbe essere vaccinata, test rapidi accurati da effettuare prima del viaggio dovrebbero essere resi disponibili e, ovviamente, dovrebbero essere tolte le limitazioni sugli spostamenti, dando il via libera ai viaggi per qualsiasi motivazione.

Nel caso che la distribuzione dei vaccini avvenga in maniera più lenta e si concluda tra fine 2021 e inizio 2022, la ripresa ci sarà solo a fine 2024. Nella peggiore delle ipotesi, invece, si prevede che un ritorno ai livelli pre-Covid del trasporto aereo potrà verificarsi addirittura non prima del 2025. Questo succederà se il piano vaccinale dovesse protrarsi ancora per tutto il 2022, con la conseguente proroga delle restrizioni di viaggio.

Oltre ai tempi relativi alla ripresa, nel report si evidenziano anche una serie di cambiamenti che interesseranno l’intero settore viaggi. Per quanto riguarda ad esempio gli spostamenti per lavoro, il Bcg ritiene che, a causa di una progressiva normalizzazione dello smartworking e degli eventi via web (come meeting e conferenze), i viaggi di lavoro saranno destinati a diminuire definitivamente e non tornare più quindi ai livelli pre-Covid. Ne sono convinti il 91% dei ceo intervistati.

I viaggi per turismo possono invece sperare di tornare alla normalità in tempi più brevi. Anche qui però si prevedono dei cambiamenti nella scelta delle destinazioni, con una predilezione per mete più vicine, e quindi per tratte medie e brevi. Oltre la metà dei viaggiatori preferirà infatti muoversi all’interno del proprio paese. Inoltre, “i viaggi in aereo saranno pianificati nella maggioranza dei casi per distanze superiori alle 500 miglia: solo il 18% dei viaggiatori sceglierà di volare per coprire distanze tra 251 e 500 miglia e appena il 6,4% per distanze sotto alle 250 miglia. All’aereo, infatti, si preferisce ancora la macchina: quando si tornerà a viaggiare il 66% delle famiglie, il 60% delle coppie e metà dei viaggiatori che si spostano da soli sceglierà di utilizzare l’automobile (e rispettivamente solo il 33%, il 32% e il 43% di queste categorie opterà per l’aereo).” Insomma, la strada della ripresa è lunga e tortuosa.

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