Le Borse, ancora in rialzo, puntano su Biden alla Casa Bianca. Focus sulle trimestrali

Borse europee lanciate al rialzo, dopo due sedute consecutive in rally e sebbene negli Stati Uniti ancora non sia stato proclamato il Presidente, anche se ormai Joe Biden sembra il favorito dopo avere conquistato alcuni Stati chiave. Wall Street ha chiuso in deciso progresso, festeggiando la possibile combinazione del candidato Dem con il buon risultato raggiunto dai Repubblicani, che dovrebbero confermare la maggioranza in Senato. Per alcuni analisti si tratta della migliore soluzione per i mercati, in questo modo dovrebbero “essere evitate sia tasse troppo alte, sia spese pubbliche elevate, mentre l’inflazione dovrebbe rimanere sotto controllo. In più, le relazioni internazionali degli Stati Uniti dovrebbero essere più distese”, ha commentato un esperto. Ecco perché ieri l’S&P 500 (+2,2%) e il Nasdaq Composite (+3,8%) hanno registrato oltreoceano la migliore seduta successiva alle elezioni presidenziali di tutta la loro storia. Nel frattempo va avanti a pieno ritmo la stagione delle trimestrali. Unicredit ha annunciato di avere chiuso il periodo luglio-settembre con un utile netto in calo del 42,4% a 680 milioni. Il risultato è però sopra le attese degli analisti. Lo stesso si può dire per Tenaris, con titolo in rally che non ha fatto prezzo in apertura. Ha comunicato i conti anche Snam: nei primi nove mesi del 2020 l’utile netto adjusted si è attestato a 873 milioni (+0,7%) “grazie anche alle azioni di ottimizzazione della struttura finanziaria”. L’indice Nikkei chiude la seduta con un nuovo significativo rialzo, guadagnando l’1,73% a 24.105,28 punti: per la prima volta da gennaio si attesta sopra la soglia simbolica di 24mila punti e totalizza il livello più elevato dal 3 ottobre 2018. L’indice allargato Topix ha guadagnato l’1,39% a 1.649,94 punti. A incidere, ragionevolmente, lo spoglio elettorale negli USA: il profilarsi di una vittoria di Joe Biden alle Presidenziali ha contribuito a creare un clima euforico, nonostante le incognite legate a un congresso che si annuncia con una composizione divisa. A tenere alto l’umore dei mercati c’è poi un altro elemento: questa sera si riunirà la Federal Reserve, la banca centrale USA. Sebbene non siano attesi annunci, c’è la convinzione che ora la banca centrale abbia mani più libere rispetto al periodo pre-elettorale per sostenere i mercati con politiche monetarie più espansive. Se prima non voleva alterare l’esito elettorale, ora la banca centrale può tornare in campo. “Il fatto che la Fed si riunisca proprio dopo il voto è tranquillizzante – osserva Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte – Tutti sanno che se la situazione peggiorasse sui mercati, potrebbe fare qualcosa”. Anche la Bce dovrebbe tornare in campo, da qui a dicembre, con nuovi stimoli: tutto questo dà un forte sostegno ai listini. Sul fronte macro è emerso che gli ordini all’industria tedesca lo scorso settembre sono migliorati su base mensile dello 0,5%, anche se su base annua sono calati dell’1,9%. Intanto la banca centrale inglese ha annunciato di innalzare il livello di acquisti di 150 miliardi di sterline e di mantenere i tassi di interesse allo 0,1%. Seguono poi le vendite al dettaglio nell’Eurozona. Nel pomeriggio, dagli Stati Uniti, arriveranno i dati sulle richieste di sussidi alla disoccupazione. Ma gli appuntamenti più attesi sono la Fed e l’esito delle elezioni USA. Anche se gli occhi sono, ovviamente, sempre puntati sulla pandemia.

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