Settimana cruciale per i mercati tra Voto USA, Legge di bilancio e Fed

Senza alcun dubbio, l’appuntamento più atteso di questa settimana sul fronte politico-economico è il voto americano: la paura maggiore è che ci sia uno strascico di polemiche e ricorsi tra Trump e Biden. Con le nuove chiusure a causa del Coronavirus, il lavoro sulla Manovra che deve essere finalizzato, la decisione di Moody’s sul rating italiano e le elezioni negli Stati Uniti, per i mercati finanziari è assolutamente una settimana scottante per salita e discesa delle azioni in borsa. Il Governo italiano è infatti alle prese con una nuova stretta sociale, ma non può perdere di vista i provvedimenti economici che accompagnano questa situazione di emergenza. Da lunedì, l’Esecutivo è al lavoro sul testo della manovra che deve essere trasmesso in Parlamento. Possibile un nuovo passaggio della legge di bilancio in Consiglio dei Ministri, per il varo definitivo dopo l’approvazione ‘salvo intese’ della settimana scorsa. Sul fronte internazionale c’è attesa venerdì, a mercati chiusi, per il giudizio dell’agenzia di rating Moody’s sull’Italia. Lo scorso 8 maggio l’agenzia aveva rinviato l’esame sul nostro Paese lasciando il rating a Baa3 (a un solo notch dal segmento high yield o anche junk, spazzatura) con outlook stabile. Il 23 ottobre invece S&P ha confermato il rating a BBB, alzando l’outlook da negativo a stabile. Gli occhi dei mercati sono puntati sull’esito delle elezioni presidenziali USA nella notte tra il 3 e 4 novembre in Italia, evento al quale farà seguito (giovedì) la riunione della Fed. Nell’ultimo meeting, il 16 settembre scorso, il Fomc aveva deciso di tenere i tassi di interesse tra lo 0 e lo 0,25%, dichiarando di voler mantenere tali livelli almeno fino al 2023. Sull’appuntamento elettorale l’aspettativa è altissima: se da una parte i sondaggi hanno sempre visto il candidato democratico Biden in vantaggio, c’è preoccupazione per un possibile esito sul filo di lana con potenziale strascico di polemiche e domande di riconteggi. Sarà poi determinante vedere quale sarà l’equilibrio non solo alla Casa Bianca, ma anche al parlamento. Erik F. Nielsen, capo economista di Unicredit, nella sua consueta nota domenicale non poteva esimersi dall’affrontare il tema del voto americano e dei suoi riflessi sui mercati. Secondo Nielsen, in generale, le azioni globali continueranno ad avere una spinta verso l’alto dalle politiche di tassi bassi per molto tempo avanti a noi, nonostante la forte ansia per la seconda ondata pandemica. Sullo sfondo, l’impegno di Biden di alzare l’imposizione fiscale è potenzialmente un danno per le imprese quotate, ma “il tasso sarà complessivamente sotto i livelli antecedenti la presidenza di Trump”. In linea generale, la storia insegna che le presidenze democratiche hanno fatto meglio alle azioni di quanto non sia avvenuto con quelle repubblicane. Quel che potrà cambiare sensibilmente sarà la composizione delle azioni che potranno trarre beneficio da una presidenza Biden: dentro l’energia green, le infrastrutture, il settore dell’educazione e il manifatturiero tradizionale, fuori le industrie inquinanti e la finanza, mentre il tech sembra avere già corso molto. Gli investitori sperano che eventuali strascichi giudiziari, appelli, riconteggi delle schede non blocchino ancora la questione che da tempo tiene Wall Street con il fiato sospeso, ovvero l’altro pacchetto di aiuti da oltre 3.000 miliardi di dollari a famiglie e imprese affossate dal Covid-19 e dal blocco delle attività. A seguire, gli analisti non si attendono commenti da parte del Presidente della Fed, Jerome Powell, sulle elezioni ma bisognerà vedere l’esito di queste. Nel caso di un’elezione contestata che arrivi alla Corte Suprema come accadde nel 2000 tra Al Gore e George W. Bush le cose potrebbero cambiare e “ uno scenario del genere introdurrebbe un livello di incertezza e turbolenza forte sui mercati e sull’economia ”, afferma Greg McBride, Chief Financial Analyst di Bankrate che potrebbe richiedere l’intervento del numero uno della banca centrale.

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