La pandemia non risparmia nessuno: in crisi anche il settore dell’Entertainment & Media

Lo conferma la PricewaterhouseCoopers (PwC), la seconda società più grande al mondo di servizi di consulenza e revisioni di bilancio, operativa in ben 158 paesi. Da un loro report si evince che nel 2020 assisteremo al calo più drastico dell’ultimo ventennio, il 5,6% in meno nei ricavi globali rispetto al 2019. In Italia per esempio, secondo la stima della 12° edizione del rapporto di PwC, si parla di un calo del -9,5%, con ricavi del valore di 30,9 miliardi di euro. Di questi, 24,1 miliardi sono legati alla spesa dei consumatori mentre 6,8 miliardi al mercato pubblicitario, il quale registra un calo del -19,7%. Una notizia che potrebbe sembrare insolita, data l’enorme quantità di tempo “libero” che le persone hanno avuto a disposizione a causa del lockdown. In realtà non c’è niente di inconsueto. Vediamo nel dettaglio quali sono i motivi.

Quando parliamo di intrattenimento e media, probabilmente le prime cose che ci vengono in mente sono film e serie tv. E dopo tutte le ore trascorse in maratone di serie tv davanti al televisore, le quali tra l’altro hanno fruttato a Netflix ricavi da record nei primi mesi del 2020, come è possibile che proprio questo settore sia in crisi? La risposta, come direbbero a Firenze, è bell’ e pronta. Il settore E&M è molto più vasto e ricopre una serie di sottocategorie che sono state colpite in pieno dalla pandemia. Cinema, pubblicità televisiva e out-of home (ovvero quella che troviamo appunto fuori casa come ad esempio i cartelloni pubblicitari), quotidiani e periodici sono alcuni dei segmenti che hanno registrato i cali maggiori.

Solo nel cinema, con il posticipo nell’uscita di tanti film importanti e la chiusura delle sale cinematografiche, ci si aspetta un calo di circa il 66% nei ricavi totali a livello globale. Una sorte condivisa da quotidiani e periodici, i quali hanno visto accelerare la loro discesa, con ricavi inferiori di oltre il 14%. Persino nellla pubblicità televisiva, a causa della cancellazione degli eventi sportivi in diretta, si prevedono ricavi inferiori del 14,9% rispetto al 2019.

Insieme alle brutte notizie arrivano anche quelle belle

Secondo le previsioni, che riguardano il periodo 2020-2024, nel 2021 i tassi di crescita aumenteranno del +11,2% e del +8,3% nel 2022, a cui seguirà una fase di normalizzazione.

La seconda bella notizia riguarda la continua crescita dell’hitech, che si conferma come il segmento trainante del settore. Dall’e-sport alla Virtual reality, dai videogames ai podcast: l’intrattenimento, con la complicità del lockdown, si sta semplicemente trasformando e diventa sempre più digitale. 

Il TMT Consulting Leader di PwC Italia, Maria Teresa Capobianco, spiega: “Il consumatore è più «digital oriented» […]. Il lockdown ha accelerato il trend verso la digitalizzazione e la tecnologia gioca inoltre un ruolo fondamentale anche nel migliorare ed arricchire la gamma di servizi e l’experience complessiva”.

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