Fuori dall’effetto lockdown, i nuovi abbonamenti Netflix non raggiungono le stime

Il CEO di Netflix, Reed Hastings, è tra le poche persone che possono affermare di aver potuto anche beneficiare dal lockdown. Benefici da 6,15 miliardi di dollari. Il colosso dello streaming, con 67,1 abbonati negli USA, 47,4 milioni tra Europa e Africa, 14,5 in Asia e 29,4 milioni in America Latina nel 2019, ha visto i numeri andare ben oltre le stime nel primo e secondo trimestre del 2020.

Come era prevedibile, la reclusione forzata ha fatto impennare il numero di utenti sulle piattaforme di streaming. Solo nei primi sei mesi dell’anno infatti, Netflix ha aggiunto 26 milioni di abbonati, con il picco tra marzo e aprile, arrivando ad un numero di abbonamenti complessivo di quasi 193 milioni. Le previsioni iniziali degli analisti erano ferme a 8,07 milioni, ma il terzo trimestre ha chiuso con ricavi di 6,44 miliardi di dollari, il 22,7% in più rispetto al trimestre dell’anno precedente, con un utile netto maggiore di 125 milioni (790 milioni contabilizzati rispetto ai 665 del 2019).

Con l’allentamento dei lockdown nei vari paesi però c’è stato un cambio di rotta. Già in piena pandemia, ai vertici di Netflix si era parlato di numeri “dopati” dalla reclusione forzata e di un boom che non sarebbe potuto durare per sempre. “Sapevamo, e c’era da aspettarselo, che a un certo punto ci sarebbe stato un calo” ha affermato il direttore finanziario Spencer Neumann, in seguito alla diffusione dei risultati. Jim Nails, analista presso la Forrest Research, lo vede come “il segno di un business maturo”. 

Intanto si parla di 2,2 milioni di nuovi abbonati, 7,9 in meno rispetto al secondo trimestre ed inferiore ai 2,5 stimati dalle previsioni aziendali. Che sia chiaro, il colosso dello streaming è sempre in crescita; parliamo sempre di un miglioramento di 790 milioni di dollari rispetto ai 665 milioni dell’anno precedente, ma comunque al di sotto delle stime. Questo si tramuta in un crollo in borsa di circa il 15%.

Un dato confortante

La concorrenza fa passi avanti ma Netflix resta in pole position. Dopo PrimeVideo e AppleTV, quest’anno si sono aggiunti tra i rivali del colosso anche Disney+ e Hbo Max. Inoltre negli USA i vari network televisivi godono ognuno di una propria piattaforma streaming.

Nel frattempo, anche se al momento non sembrano esserci ancora notizie ufficiali circa il possibile aumento delle tariffe di abbonamento, si vocifera che Netflix stia già preparando i rialzi per gli Usa, che dovrebbero riguardare l’abbonamento standard, il quale passerebbe da 13,99 a 14,99 dollari, e l’abbonamento premium, che cambierebbe da 16,99 a 18,99 dollari. Quello basic rimarrebbe invece invariato.

Chissà se gli effetti del post-lockdown non ritardino il rincaro degli abbonamenti.

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